Mail novembre 2006

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Il 30 novembre dopo anni di rinvii uscirà il nuovo sistema operativo targato Microsoft: Vista [1].

La sua realizzazione è stata molto travagliata e lunga ed ha visto tra le tante cose tecnologie annunciate come rivoluzionarie scomparire improvvisamente [2] e versioni beta che soffrivano di una pesantezza esasperante anche su sistemi di ultima generazione, ma ora pare che le risorse minime richieste siano state decisamente riviste [3], anche se qualcuno comunque non ne è del tutto convinto [4].

Come ci si aspettava, buona parte della stampa ne ha osannato le novità a volte anche in maniera spropositata, non accorgendosi che alcune di queste esistono nei sistemi operativi concorrenti da decine di anni [5].

In compenso, sembra siano stati fatti grossi passi verso la sicurezza: è stato protetto in maniera più efficace il kernel (il cuore del sistema operativo) e l'esperienza avuta con Windows XP e Windows Server 2003 ha dato i suoi frutti. Buona parte di ciò sicuramente verrà anche dal famigerato Trusted Computing, un sistema hardware e software che dovrebbe evitare l'esecuzione di virus, l'intrusione da parte di attaccanti e di altro potenzialmente dannoso, ma che si presta ottimamente anche per il Digital Rights Management, il sistema di controllo per evitare la diffusione illecita di materiale coperto da copyright, spiegando in parole povere. Niente in contrario a ciò, sempre che la potenza del Trusted Computing non sia usata contro gli interessi e la libertà dell'utente finale [6]. Un dubbio del genere sorge ad alcuni se si pensa che virus e compagnia sfruttano errori di scrittura del codice per fare danni, quindi perché demandare la sicurezza ad un componente hardware, invece di correggere le falle dei programmi? Staremo a vedere cosa succederà.

Cambiando discorso, nell'era della TV a pagamento e dei controlli DRM delle case discografiche e del cinema per abbattere la pirateria, nasce un progetto alternativo e rivoluzionario: Democracy [7], un programma che permette di vedere video e trasmissioni realizzate da utenti comuni (almeno per ora, chissà mai che non si ingrandisca così tanto da attrarre grossi nomi), ma non per questo di scarso valore; inoltre può effettuare ricerche su YouTube, Google Video, Yahoo ed altri siti con contenuti video.

Oltre ad essere controcorrente per quanto riguarda la politica sui DRM, questo programma si pone come punto di svolta in quanto diventa l'equivalente di un browser per video: si possono infatti cercare, scaricare ed organizzare i propri programmi a piacimento, usare aggregatori RSS (dove supportati) per essere sempre aggiornati, in pratica un modo completamente nuovo di usufruire dei contenuti fino a poco tempo fa gestiti dalla televisione tradizionale o da netTV chiuse agli utenti paganti.


Riferimenti:


Alla prossima.

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